Ovunque le immagini della liberazione di Daniele Mastrogiacomo, immagini che sicuramente avranno emozionato e fatto commuovere i più...
Io personalmente non lo sono stato dalle immagini (che vi dico la verità mi sono sembrate fare un pò parte di quel teatrino italiano che tanto conosciamo bene)... però mi sono commosso, quello si, ascoltando le parole che correvano nella radio... ascoltando i racconti della moglie che aspettava la notizia dentro la sede di Repubblica, ascoltando l'attesa di tutti, quasi appesi ad un filo invisibile, per un giornalista, e ovviamente ancor prima un uomo, che forse fino a 20 giorni fa non conosceva quasi nessuno...
Certo non credo fosse conosciuto da tutti i grandi personaggi del mondo che "conta"... quello di attori, calciatori e sportivi in genere... quello del cosiddetto show-business... ma tutti hanno lanciato messaggi per la sua liberazione (messaggi che io approvo, sottolineo)... certo non era conosciuto da tutti i 100.000 che hanno firmato per la sua liberazione, e non dico di persona, quello è ovvio... insomma quanti di noi avevano letto e ricordavano il nome di Mastrogiacomo per gli articoli che aveva scritto? io personalmente è raro che ricordi il nome del giornalista, ma questo vale per me, sicuramente non per gli altri...
Però tutti hanno partecipato, commossi, alla vicenda e, fortunatamente, alla sua conclusione (del cui prezzo non si parlerà in questo post)... E' stato argomento di discussione per giorni, e lo sarà ancora nei prossimi... è stato in prima pagina nei giornali, come è giusto che sia...
ma perché io scrivo questo post?
non è un post politico... come dice il titolo... non è di critica... ma di riflessione... perché la conclusione della vicenda mi ha fatto riflettere... ha messo tutta l'italia sulla stessa linea, tutti sorridenti beati per lo stesso motivo (e intanto la gente continua a morire per guerre in cui una ragione non si trova, se non la ratio economica)... e io dentro di me mi commuovevo perché pensavo che c'è ancora qualcosa che ci unisce, che può rendere le persone capaci di smuovere qualcosa di serio, di importante... esiste ancora qualcosa per cui valga la pena lottare ed essere partecipi... perché era importante partecipare... era importante dire io c'ero...
bene... siamo stati tutti una cosa sola, un pensiero solo... felici (come potrebbe essere altrimenti?)... nel segno di una stampa veramente "libera" (e qui potremmo aprire parentesi infinite)...
sorrido, di questa sensazione di "famiglia" molto (forse troppo) allargata... ma è anche un sorriso amaro, perché servono tragedie umane perché possa svilupparsi un'identità collettiva, un qualcosa per la quale veramente varrebbe la pena combattere...
io manifesto per le battaglie possibili... io manifesto perché si può cambiare qualcosa... in mille modi, a partire da dentro di noi... con forza e con un sorriso che io non smetto mai di avere...
perché, parafrasando GG, la libertà è partecipazione... e io partecipo da uomo libero ad un identità che nasce dalla necessità di libertà di ognuno, libertà riassunta nella prigionia di un unico uomo...
Azi
